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ravioli ricotta e spinaci eccellenzagusto

Ravioli ricotta e spinaci fatti in casa

Pasta fresca che bontà! Questa esclamazione definisce l’essenza del piatto che sottoponiamo alla vostra attenzione oggi: i ravioli ricotta e spinaci.

Tra le classiche preparazioni della pasta ripiena all’uovo, i ravioli sono considerati uno dei primi piatti tipici della cucina italiana, nonché fonte di ristoro in pranzi domenicali o per le feste in compagnia. Come ogni ricetta tradizionale ne esistono diverse varianti in base al condimento scelto: in brodo, il classico burro, salvia e formaggio, un sugo di pomodorini, salse bianche, un delizioso ragù alla bolognese, ragù bianco oppure, come da noi consigliato, pesto e parmigiano. 

Quella che vi regalo oggi è la ricetta originale dei ravioli fatti in casa. Si tratta di gusci di pasta, sbollentati in acqua, con un ripieno cremoso e delicato dato dal binomio, classico e perfetto, di ricotta e spinaci. Sono semplici da preparare, bisogna solo avere un pò di tempo a disposizione per preparare la pasta fresca, tirare la sfoglia e farcirla, così da portare in tavola un piatto unico, saporito ed allettante per i vostri amici e parenti. 

Seguite le nostre indicazioni e non ve ne pentirete. Iniziamo!

Ingredienti per i ravioli ricotta e spinaci

Procedimento per il panetto dei ravioli ricotta e spinaci

Iniziamo preparando la sfoglia fresca all’uovo: versate in un contenitore la farina assieme alle uova ed amalgamate bene gli ingredienti. Durante l’impasto, aggiungete dell’acqua se la pasta dovesse risultare poco elastica, o altra farina se invece dovesse risultare appiccicosa. Quindi trasferite l’impasto su un piano di lavoro e lavoratelo per bene a mano al fine di ottenere un panetto omogeneo. Fate riposare il panetto, avvolto da una pellicola trasparente per non farlo seccare per circa 30 minuti e nel contempo dedicatevi al ripieno.

Procedimento per il ripieno dei ravioli ricotta e spinaci

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Per il ripieno dei ravioli, prendete una padella, versate gli spinaci e lasciateli cuocere per qualche minuto fino a che saranno morbidi. Dopodiché fateli scolare per eliminare i liquidi in eccesso e metteteli da parte. Prendete adesso la ricotta e dividetela in due parti. Aggiungete dentro un robot da cucina una parte della ricotta, gli spinaci lessati in precedenza, una fetta di prosciutto, tre cucchiai di parmigiano, un po’ di noce moscata e un cucchiaio di pecorino, e tritate il tutto fino a creare un composto uniforme. Per lo stesso motivo lavorate bene, invece, con un cucchiaio l’altra metà di ricotta, mischiandola con noce moscata, parmigiano, un po’ di pecorino e pepe nero. I nostri due ripieni, ricotta e spinaci e solo ricotta, sono pronti.

Procedimento per comporre i ravioli di ricotta e spinaci

Adesso prendete il panetto e tagliatelo a pezzetti. Dopo averli leggermente infarinati, passate ciascuno di questi nel tira-pasta al fine di ottenere delle sfoglie rettangolari. Quindi stendete un rettangolo di sfoglia su un piano di lavoro leggermente infarinato e create dei piccoli mucchietti di ripieno con la sac-à-poche distanziati fra di loro. Spennellate i bordi di ogni sfoglia con un po’ d’acqua in modo tale che, quando stenderete una seconda sfoglia sopra ad essa, questa rimarrà più facilmente attaccata. Abbiate cura di far fuoriuscire l’aria tra un raviolo e l’altro, pressando intorno al ripieno con le dita, in modo tale da evitare che in cottura si aprano facendo fuoriuscire il ripieno.

Poi con una rotella tagliapasta dentellata o con un bicchiere piccolo, utilizzato come “formina”, ricavate i ravioli. Fate in modo che le dimensioni o le forme di essi siano diverse in modo tale da riconoscere, subito a prima vista, quelli ricotta e spinaci e quelli solo ricotta. Infine fateli cuocere dentro una grossa pentola, con acqua bollente e salata, a fiamma media per circa 6 minuti. Una volta a galla risulteranno cotti. Se vi piace potete condirli, ad esempio, con pesto e parmigiano o con la salsa di pomodoro.

 I vostri Ravioli con Ricotta e Spinaci sono ora pronti!

Consigli

  • E’ possibile conservare i ravioli di ricotta e spinaci nel freezer per un massimo di un mese, mettendoli in sacchetti da congelatore. Quando decidete di mangiarli basterà cuocerli, congelati stesso, in abbondante acqua salata.
  • Potete conservare anche in frigo i vostri ravioli crudi per un paio di giorni al massimo su un vassoio spolverato di farina e coperti da una pellicola. Siccome così potrebbero aver assorbito umidità, una volta deciso di mangiarli e prima di cuocerli, bisogna che spolveriate i vostri ravioli di altra farina e li lasciate per 30 minuti a contatto con l’aria.
  • Scegliete la tipologia di farina che più vi aggrada, tenendo ben presente che con la farina 00 otterrete un impasto più liscio e omogeneo, mentre con la semola di grano duro la pasta risulterà più ruvida e rustica.
  • Lavorate l’impasto in un ambiente poco ventilato per non farlo seccare ed evitate di aggiungere troppa farina, in quanto il composto dovrà risultare piuttosto elastico.
  • Per stendere la sfoglia potete utilizzare indistintamente o il tira-pasta o il mattarello, purché si ottenga un foglio di pasta ben sottile.
  • Il ripieno, qualunque esso sia, deve essere più asciutto possibile in modo tale da non bagnare troppo la pasta.

Curiosità

Stabilire con assoluta certezza l’origine dei ravioli è alquanto complesso per l’irrisorietà e la confusione delle informazioni a disposizione.

Quello che si può comunque dire è che si fa risalire al XII- XIII secolo la nascita del termine RAVIOLO per indicare la pietanza cucinata, a Gavi Ligure (Liguria), da un cuoco di nome Ravioli. Pietanza all’epoca chiamata in alcune zone rabiola (piccola rapa per la forma) e in altre rovigliolo (groviglio per il ripieno).

Nel ‘200 Genova cominciò a diffondere i ravioli, anche grazie agli scambi che si facevano nelle “fiere“.

Così il “raviolus” giunse a Parma prima della fine del secolo, e verso la metà del ‘300 il Boccaccio lo esaltò nel Decamerone fra le leccornie del Paese della Cuccagna.

Altra ipotesi vede un cuoco romano del ‘200, di nome Marco Gavio Apicio, inventare una ricetta chiamata anticamente “Torta di Apicio”, la quale era simile al raviolo e inizialmente aveva come ripieno ingredienti poveri, come le erbe, etc…

L'evoluzione del termine raviolo in Italia

Nelle corso dei secoli questa pietanza ha assunto una propria denominazione a seconda della posizione geografica in cui si andava ad affermare in Italia. In tal senso, infatti, c’è davvero una grande varietà di nomi:

Agnolotti in Piemonte e nel pavese;
Anolini nel piacentino e nel parmense;
Marubini nel cremonese e nel basso piacentino;
Tortelli in Emilia e in Lombardia;
Pansoti in Liguria;
Tordelli in Toscana nord occidentale e nel Levante Ligure;
Cappellacci a Ferrara;
Ravioli/Agnolotti nelle Marche;
Ravaiuolo in Irpinia;
Maccaruni Chini in certe aree del meridione;
Cauzoni nel basso Cilento.

La varietà dei nomi è dovuto anche il ruolo giocato dai diversi ingredienti che compongono il ripieno.

Troviamo, infatti, ripieni più disparati, dai salati (ricotta, spinaci, salsa, carne, pesce, verdure e formaggi) ai dolci (cioccolato, marmellata di mirtilli rossi, etc…) con sfoglie fritte o al forno.

Comunque l’unica cosa certa è che i ravioli, ovunque ti trovi e aldilà delle varianti, meritano di essere gustati!

5/5 (2 Recensioni)

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